Il Bridge non è soltanto un gioco di carte ma una disciplina riconosciuta dal CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) come sport della mente che favorisce lo sviluppo di attenzione, memoria e capacità di “problem solving.” Giocandosi in coppia, diventa anche palestra di cooperazione e socializzazione.
In quest’ottica di inclusione su iniziativa voluta dal Dr. Antonio Ferdinando Pulvirenti Presidente del Comitato Regionale Bridge Sicilia (organo periferico della FIGB -Federazione italiana Gioco Bridge) è stato firmato un protocollo d’intesa con il CInAP (Centro per l’Inclusione Attiva e Partecipata dell’Ateneo Catanese) nella persona del Presidente Prof. Francesco Patti, ordinario di neurologia dell’Università di Catania.
Le lezioni sono ospitate nei locali del CUT di Piazza Università, grazie alla disponibilità e alla piena accoglienza della Pro Rettrice Prof.ssa Lina Scalisi, per un progetto che si inserisce nelle politiche dell’Ateneo, sostenute dal Rettore Prof. Enrico Foti e volte a promuovere inclusione, partecipazione e benessere degli studenti.
E allora dunque risolti i problemi burocratici giovedì 9 aprile ha preso il via per la prima volta all’Università di Catania un corso di bridge dedicato agli studenti con disabilità e/o Disturbi Specifici dell’Apprendimento, condotto dal Tecnico FIGB Dr. Marcello Farina dell’Asd Siracusa.
L’iniziativa è la prima nel suo genere in ambito accademico.
“Vogliamo che l’Università sia un luogo che promuova benessere e piena inclusione. Progetti come questo traducono le Leggi 104/1992 e 170/2010 in esperienze concrete di partecipazione – commenta il Presidente del CInAP, Francesco Patti . Durante l’arco di quest’anno accademico, il CInAP segue ad oggi oltre 700 studenti con disabilità e/o DSA, garantendo loro servizi per pari opportunità di accesso e successo nel percorso universitario. L’iniziativa del bridge, alla quale hanno aderito studenti universitari, rappresenta una delle attività extracurriculari promosse dal CInAP per favorire momenti di scambio, partecipazione e inclusione tra gli studenti”
“L’ inclusione si realizza attraverso occasioni di relazione alla pari -aggiunge il Dr. Paolo Donzelli, psicologo del CInAP- il bridge, offre l’occasione per stare tutti sullo stesso tavolo, dove non conta la diagnosi, ma la capacità di mettersi in gioco, cooperare, condividere, costruendo autonomia e fiducia. La positiva partecipazione registrata fin dalla prima lezione – conclude Donzelli dà risonanza al valore educativo e inclusivo dell’iniziativa, nell’intento di promuovere benessere in una comunità sempre più accogliente e inclusiva all’interno sia dell’Università che nei nostri contesti sociali”
La soddisfazione dei primi studenti universitari partecipanti è stata testimonianza dell’impegno preso
“

